D.Lgs.231/01 – La responsabilità delle imprese estesa ai reati fiscali

Il 24/12/2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 157 che, all’art.39, introduce i reati fiscali nel novero dei reati presupposto per la responsabilità degli Enti.

Al D.Lgs.231/01 si aggiunge l’articolo Art. 25-quinquiesdecies (Reati tributari) che fa riferimento ai delitti previsti dal D.Lgs.74/2000, ed in particolare:

  1. Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto.
  2. Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente (indicazione di elementi attivi per ammontari inferiori all’effettivo oppure di elementi passivi fittizi) ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto.
  3. Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, al fine di consentire a terzi l’evasione di imposte sui redditi o IVA.
  4. Occultamento o distruzione di documenti contabili (scritture o documenti di cui è obbligatoria la conservazione), in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione a terzi.
  5. Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, ovvero:
    • alienazione simulata o altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro 50.000;
    • indicazione, nella documentazione presentata ai fini della procedura di transazione fiscale, di elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi per un ammontare complessivo superiore ad euro 50.000, al fine di ottenere per sé o per altri un pagamento parziale dei tributi e relativi accessori

Sanzioni ed esimente

L’eventuale realizzazione di tali illeciti, commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente, espone l’organizzazione a sanzioni pecuniarie fino a circa 775.000 euro (aumentabili di 1/3 se l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entità), nonché a possibili sanzioni interdittive quali il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, e/o l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi.

L’ente non risponde degli illeciti se prova che l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione dei fatti, un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (Modello 231) costituito da procedure aziendali (protocolli) che regolamentano i processi aziendali con opportune attività di controllo per il contrasto degli illeciti.

Migliorare la governance in ambito fiscale attraverso la definizione di specifiche procedure aziendali che definiscano compiti, responsabilità, attività e controlli così da prevenire la commissione di illeciti tributari ed evitare le sanzioni previste dal D.Lgs.231/01,

Il Modello 231

Le imprese che intendono avvalersi dell’esimente della responsabilità amministrativa prevista dal D.Lgs.231/01 devono quindi predisporre un Modello 231 formalizzando le procedure per la prevenzione di diverse fattispecie di reati tributari.

L’organo dirigente dovrà quindi procedere con:

  • La valutazione dei rischi di commissione di reati fiscali.
  • La predisposizione di un adeguato sistema di controlli sulle attività che precedono le registrazioni contabili, formalizzato nelle procedure aziendali che dovranno prevedere, per quanto applicabile in ragione delle dimensioni aziendali, la segregazione delle attività e dei livelli autorizzativi.
  • La definizione/revisione del codice etico con i principi e le norme comportamentali  cui devono attenersi i soggetti che operano per conto dell’azienda.

I protocolli ed il sistema dei controlli interni

L’emissione delle procedure in materia fiscale richiede:

  1. l’analisi delle modalità esecutive dei reati fiscali;
  2. l’individuazione delle attività e delle funzioni aziendali interessate dal rischio fiscale.

L’azienda deve quindi implementare un idoneo sistema di controlli interni, concreto, pratico ed operativo, attraverso la definizione chiara di:

  • ruoli e responsabilità ai diversi livelli dell’organizzazione,
  • attività di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi fiscali il cui rispetto sia garantito a tutti i livelli aziendali
  • azioni per rimediare ad eventuali carenze/anomalie provvedendo alla correzione.

Nello specifico, in relazione ai controlli per la prevenzione dei nuovi reati introdotti nel D.Lgs.231/01, le procedure possono prevedere:

  • criteri oggettivi di selezione e controllo di fornitori di beni e/o servizi (controparte del rapporto contrattuale oggetto di fatturazione);
  • verifiche preventive di congruità quantitativa e qualitativa, nonché dei prezzi di beni e servizi da acquistare;
  • controlli per la stipula e l’approvazione dei contratti;
  • verifiche sulle fatture passive anche in relazione all’oggetto ed alla coerenza con l’attività del fornitore, nonché sull’effettiva erogazione del bene/servizio;
  • controlli sull’emissione e la registrazione delle fatture attive;
  • definizione delle modalità di tenuta delle scritture contabili e fiscali con le opportune verifiche periodiche;
  • verifiche sulle movimentazioni economiche, giustificate da rapporti commerciali effettivi;
  • disciplina delle attività di controllo ed approvazione di cessioni, operazioni straordinarie ed alienazioni di beni mobili, immobili e partecipazioni.

Nell’organizzare i processi è opportuno considerare il principio di “segregation of duties”.

Le aziende che hanno già implementato il “Modello 231”, possono definire i controlli sopra elencati anche revisionando i protocolli definiti per contrastare sia i reati corruttivi sia i reati societari.

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